Porticello

Porticello Il borgo marinaro di Porticello è una frazione del comune di Santa Flavia.
Esso deve la sua origine ed il successivo sviluppo all’attività della pesca del tonno legata alla tonnara di Soltanto e di Sant’Elia. Non è casuale la scelta del sito da parte dei primi abitanti, giacché questo tratto di costa si presentava “ frastagliata a formare caldi anfratti pescosi e spontanei rifugi per gli uomini e le loro attrezzature ed inoltre le scoraggianti condizioni di aridità e selvatichezza durature dell’interno, non favorivano certamente insediamenti nell’entroterra.
All’inizio si trattò di un insediamento temporaneo, legato all’immigrazione stagionale che aveva inizio a marzo con l’apertura delle tonnare e si concludeva a settembre allorché i pescatori, cessata ogni attività di pesca, tornavano ai paesi di origine.
Durante il periodo della pesca del tonno essi abitavano in alloggi di fortuna, nelle grotte ricavate dalle cave di tufo dette “PIRRERE”.
Verso il 1500, con l’incremento della tonnara di Solanto e delle attività commerciali ad essa collegate, i pescatori si stabilirono in via definitiva in questa località ed il piccolo borgo marinaro cominciò ben presto a svilupparsi divenendo un attivo e laborioso centro peschereccio.

La località “PIRRERA” che, nelle sue grotte di tufo, aveva ospitato generazioni di pescatori, venne chiamata “ PORTICELLO” per quella comoda ansa naturale su cui si affacciava il nuovo borgo marinaro.

Porticello Il ricordo di questi primi alloggi di fortuna ricavati nelle cave di tufo, rimane intatto fino ai nostri giorni ed infatti i Porticellesi vengono tuttora chiamati anche “ PIRRIROTI”;
Verso il 1700 furono costituite le prime associazioni di pescatori dette “Università” con finalità di mutuo soccorso che dettero origine alla distinzione dei gruppi di pescatori in “ Tonnaroti, faranzori, lentaroli, tataronari”.
All’università di pescatori si deve anche la costituzione di un primo centro di raccolta del pesce dove venivano svolte le funzioni di un vero e proprio mercato di pesce all’ingrosso.
Il nucleo originario dell’impianto di Porticello può essere rintracciato, nell’area prospiciente il mare, in prossimità della zona trizzanò dove ancora oggi sono visibili vecchi ricoveri per le barche e le reti ricavati in parte scavando la roccia naturale.
Il grosso sviluppo urbano di Porticello è avvenuto nel secolo scorso quando all’attività primaria del tonno si affiancò quella industriale della conservazione ed esportazione del prodotto;

Porticello L’attuale forma del centro abitato di Porticello è quella di una fascia allungata che si distende parallelamente al mare.
Mantiene tuttora la sua prerogativa di borgo marinaro.
La sua flotta peschereccia, la più importante del palermitano, ed esercita la pesca costiera locale e ravvicinata.
Porticello è al 2° posto in Sicilia, dopo Mazzara del Vallo per il naviglio d’alto mare ed al 1° posto per il naviglio di piccolo cabotaggio, ha un porto peschereccio di 4° classe con quattro cantieri per la costruzione e riparazione dei natanti.
La felice posizione geografica, la bellezza di questo tratto di costa, articolato in numerose baie, cale ed insenature e la limpidezza del suo mare hanno consentito anche lo sviluppo delle attività turistiche/alberghiere, con l’istaurasi di una molteplicità di locali gastronomici resi famosi per l’offerta del prodotto locale “pesce di Porticello”.

 

 La Chiesa

 La Chiesa di Maria SS del LumeLe origini si possono fare risalire al 1700 allorché, per assicurare l'assistenza religiosa ai pescatori che abitavano in quella contrada, i Borboni costruirono una chiesetta rustica dedicata alla Madonna del Lume protettrice di PORTICELLO.

Nella Chiesa si conserva tuttora il quadro veneratissimo della Madonna del Lume dipinto, secondo la tradizione, dal sacerdote Jan Antonio Genovese, della compagnia di Gesù, morto il 1743.
Nel corso delle sue peregrinazioni Egli arrivò a Porticello dove, tra gli umili pescatori della borgata, trovò tanta autenticità di fede che volle lascare loro un quadro in ardesia della Madonna del Lume, quadro che ha la sua storia ai confini tra realtà e fantasia popolare.
Si racconta infatti, che il quadro sia stato dipinto dal Gesuita sotto la guida della Madonna stessa la quale, ad opera compiuta, lo approvò e lo benedisse.
La tradizione popolare, inoltre, ci fornisce una seconta versione legata al mare, secondo la quale il quadro sarebbe stato portato dalle onde del mare, per volontà divina, sino al molo di San Nicolicchio. 

 

 La Festa di Porticello

La festa di Porticello, in onore della Madonna del Lume,si svolge nei due giorni precedenti e successivi alla prima domenica del mese di ottobre.
Nella Chiesa Madre di Porticello è custodito il quadro delle Madonna del Lume che la leggenda vuole sia stato trovato in mare dai pescatori del luogo.
La devozione dei porticellesi nei confronti della loro patrona è davvero unica.
Spettacolare è l'evento della discesa del quadro dall'altare.
Il lunedi intorno alle 15, qualche ora prima della processione, il quadro di Maria viene prelevato dall'altare da una folla di fedeli che passandolo di mano in mano lo fanno giungere al centro della chiesa per la deposizione sulla "vara".
Questo momento è accompagnato dalle grida di invocazione, acclamazione e lode alla Madonna innalzate da un soggetto e a cui la folla risponde.
La "vara" su cui viene posto il quadro è portata in processione per le vie del paese dai" portatori della vara".
La processione termina con il ritorno in Chiesa, non prima di essere passata dal porto e dallo scalo dove vengono fatti esplodere dei fuochi d'artificio in onore di Maria.
La domenica successiva si svolge la processione a mare.
A Capo Zafferano, nei pressi del punto in cui si dice sia stata ritrovato il quadro, è stata costruita una piccola cappella intitolata a Maria SS del Lume.
Verso questa cappella, si dirigono due processioni, una a piedi e l'altra via mare.
Per l'occasione tutte le barche e i pescherecci della marineria di Porticello vengono messi in mare. Centinaia sono i fedeli che trovano posto nelle barche, anche turisti e forestieri attirati dall'insolita e suggestiva manifestazione.