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A circa 1,5 Km dal centro abitato di Santa Flavia, sorge la borgata marinara di Solanto, che ha ereditato il nome dalla vicina cittadella fenicia di Soluto.
Il villaggio, costituito da un piccolo nucleo di abitazioni, ruota attorno al Castello e al Palazzo Reale, e deve la sua origine all’attività della tonnara, ormai non più attiva.
Il Castello, edificato nel XII sec., all’epoca di Re Ruggero al preciso scopo di difendere l’attigua tonnara, era costituito da un torrione centrale quadrangolare e da un complesso di bastioni ancorati ad una ripida scogliera.
Nel XVIII sec., non rimaneva che un rudere, e solo nel secolo scorso si procedeva al restauro dell’antica rocca attorno a cui veniva costruita l’attuale palazzina in stile gotico dei Principi di San Vincenzo.
Francesco Carlo D’Amico, nelle sue “Osservazioni Pratiche Intorno la pesca, corso e cammino de tonni” del 1816, elenca i diversi passaggi di proprietà della tonnara di Solanto, annessa al Castello, essa fu concessa con suo castello, feudo, torre, terre boschi, ed erbaggi dal serenissimo Re Martino nel 1392 a Francesco Casasaggia il figlio del suddetto Francesco lo vendette a Corano Spadafora avendone questi presa l’investitura il 28 luglio 1416.
Fu poi questa tonnara, e feudo in potere di corrado Agliata avendola acquistata in dote da Margherita Spadafora e posseduta col feudo per molto tempo dalla suddetta famiglia.
Come ricorda anche il Villabianca,”l’investitura del feudo e Baronia di Solanto, col suo Castello e tonnara” passa nel giugno 1749 a Critoforo Filangeri principe di Santa Flavia, che l’ottiene dalla moglie Antonina joppolo e Grugno, figlia di Baldassare, principe di Sant’Elia e barone di Solanto.
Il castello di solanto è inoltre legato alla singolare vicenda che vede protagonista nel lontano 1410 la regina Bianca di Navarra, che vi si rifugiò nel tentativo di sottrarsi alle insidie del vecchio ribelle Bernardo Chabrera, Gran giustiziere del regno.
Accanto al castello si trova il Palazzo reale, edificato agli inizi del XVI sec. inglobando una originaria torre medioevale, esso svolgeva la duplice funzione di caricatore di grano e centro di tonnara. Successivamente il palazzo reale fu venduto a Giuseppe Amato principe di Galati, che ne fece la propria dimora estiva. Alla fine del 1700, Ferdinando IV esule in Sicilia, vi soggiornò periodicamente

 

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